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Wednesday, September 8, 2010

Detersivi alla spina: punto vendita a Velletri

Pubblicato da Fabio Peluso il 22 febbraio 2010

Vi segnaliamo che a Velletri, presso “Alimentari Voglie Sfuse” (mail), in via Guido Nati 27, potete trovare detersivi alla spina e molti altri prodotti sfusi.

Utilizzando i detersivi alla spina, riutilizzando il proprio contenitore, si può ridurre la quantità e il volume di rifiuti prodotti, oltre ad evitare il consumo delle risorse necessarie a produrre il flacone; infatti un contenitore di plastica (polietilene ad alta densità) dal peso di 75g, per un litro di detersivo, richiede 1,46kWh e 239 litri d’acqua per essere prodotto, con un rilascio di 133,9g di CO2 (fonte Regione Lazio).



Pubblicato su segnalazione del Sig. Matteo Spallotta. Il presente non è un messaggio pubblicitario.

Progetti educazione ambientale

Pubblicato da Fabio Peluso il 29 giugno 2009

Il Parco dei Castelli Romani, all’interno di numerose attività svolte per la promozione del territorio, ha recentemente svolto un bando per la selezione di progetti di educazione ambientale volti alle scuole e che ha visto la positiva valutazione di quelli promossi dall’Associazione 202020.

Per il prossimo anno scolastico 2009/2010 l’Associazione 202020 sarà dunque impegnata in due progetti didattici per la conoscenza della biodiversità agricola e le funzioni ambientali e le occasioni per l’economia locale della filiera del castagno.

Per questi motivi l’Associazione 202020 cerca dei collaboratori per lo svolgimento dei  progetti che si svolgeranno durante il prossimo anno scolastico.
Cerchiamo dunque persone interessate alla educazione ambientale e che abbiano conoscenze di base nei settori interessati.
L’attività è svolta gratuitamente con la previsione di un rimborso spese forfettario per ogni giorno di attività.
Sarà prevista una breve formazione di base sugli specifici argomenti.

L’occasione della collaborazione rientra negli obiettivi dell’Associazione 202020: promuovere competenze, professionalità e lavoro  e attività locali nei settori verdi generando  nel comtempo informazioni e conoscenze sul valore ambientale del nostro territorio e sulle ricadute che tali settori possono avere per le economie locali.

Invitiamo tutte le persone interessate a questo progetto e alle altre attività dell’Associazione a contattarci telefonicamente (alessandra 339.2746910) o per email info@associazione202020.org.

Il cambiamento climatico come opportunità per le aziende italiane

Pubblicato da Fabio Peluso il 12 febbraio 2009

Pubblichiamo da Ambientenergia
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Terra

Venerdì 13 febbraio a Roma presso la sala del Cenacolo della Camera dei Deputati si svolgerà il convegno “Carbon Disclosure Project (CDP) – Rapporto Italia”, nell’ambito del quale sarà presentato il Report CDP6 Italy, realizzato grazie alla collaborazione tra Kyoto Club, Banca Monte Paschi Siena ed Erm Italia. Da questo rapporto emerge che il 93% delle aziende italiane percepisce il cambiamento climatico come un’opportunità. “L’importanza che viene attribuita da alcuni dei più importanti istituti finanziari del mondo al rapporto CDP deve far comprendere che le politiche aziendali nei confronti della variabile climatica rappresenteranno sempre più un elemento di valutazione nel giudizio complessivo delle nostre grandi imprese.
E’ quindi auspicabile che il livello di attenzione sulla lotta al riscaldamento del pianeta si rafforzi ulteriormente”, afferma il direttore del Kyoto Club Gianni Silvestrini. Giuseppe Mussari presidente di Banca Monte dei Paschi anticipa come “L’incertezza sui costi dell’energia ed i restrittivi limiti normativi alle emissioni di CO2 rendono più complesso per le aziende valutare il quadro dei rischi che esse fronteggiano. Il giusto approccio della banca è quello di affiancare le imprese per comprendere meglio questi rischi e gestirli in modo proattivo – con reciproco vantaggio – mettendo a disposizione finanziamenti e servizi bancari specifici”.

Paul Simpson, Direttore Operativo del CDP, ha commentato che “a seguito delle chiare indicazioni da parte della nuova Amministrazione del Stati Uniti e di altri Governi, ci aspettiamo un rafforzamento a livello globale della regolamentazione per contrastare i cambiamenti climatici. Ciò renderà il tema più rilevante per gli investitori e determinerà maggiori costi per le aziende che non saranno in grado di monitorare e ridurre le proprie emissioni di gas ad effetto serra”. Carbon Disclosure Project (CDP) è un’organizzazione internazionale non profit la cui missione è facilitare la comunicazione trasparente dei dati relativi alla tematica del cambiamento climatico da parte delle maggiori aziende nel mondo (www.cdproject.net). CDP opera per conto di 385 tra i principali investitori internazionali, con più di 57.000 miliardi di dollari di capitale gestito; tra questi si annoverano Allianz, Goldman Sachs, Merrill Lynch, AXA Group, BNP Paribas, HSBC e Morgan Stanley. CDP richiede, attraverso la sua provata metodologia, una serie di dati alle 3000 maggiori aziende del mondo al fine di rendere disponibili al pubblico e agli investitori informazioni riguardanti le implicazioni del cambiamento climatico sulle attività delle aziende e sul loro valore. E da una prima analisi si può valutare come questi elementi di valutazione stiano diventando di anno in anno sempre più rilevanti nelle decisioni di investimento.

In Italia CDP è attivo dal 2007 e monitorizza le 40 aziende con la maggiore capitalizzazione sul mercato borsistico nazionale (S&P/MIB). I dati disponibili dimostrano come stia crescendo la consapevolezza dei rischi associati ai cambiamenti climatici. Infatti, il 67% delle aziende, rispetto al 40% del 2007, sottolinea i rischi legati alla nuova normativa, mentre i rischi fisici e quelli generali sono percepiti rispettivamente dal 72% e dal 67% dei partecipanti, contro il 25% e 35% del 2007. Ma, come è stato detto, per la quasi totalità delle aziende italiane (93%) il cambiamento climatico è anche sinonimo di opportunità economiche da sfruttare. Ad esempio, il settore finanziario intuisce la possibilità di sviluppare nuovi servizi finanziari e assicurativi a sostegno di investimenti a basso contenuto di carbonio e per attività di adattamento e mitigazione.

(Lisa Zillio)

Crisi, la Cgil sposa la cura verde “Subito 350mila nuovi posti”

Pubblicato da Fabio Peluso il 9 febbraio 2009

tratto da La Repubblica
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ROMA –
La Cgil sposa la ricetta del new deal verde per uscire dalla crisi economica e si allea con Legambiente per lanciare un grande piano di interventi in grado di stimolare la ripresa, creare nuovi posti di lavoro (almeno 350 mila, solo per cominciare), favorire l’innovazione e risanare l’ambiente. Il pacchetto di stimoli “rossoverde” è stato presentato oggi nella sede nazionale del sindacato dal segretario confederale Paola Agnello Modica e dal presidente dell’associazione, Vittorio Cogliati Dezza. Una scommessa sulla quale la Cgil crede molto, tanto che inizialmente all’iniziativa avrebbe dovuto partecipare il numero uno Guglielmo Epifani, costretto poi a volare a Bruxelles per impegni più urgenti.

L’alternativa proposta da Cgil e Legambiente è fatta invece di “misure immediatamente cantierabili” che nell’immediato possono dare lavoro a 350 mila persone, “facendo scattare però un effetto volano in grado di creare molta più occupazione”. I settori su cui agire sono quattro: energia, edilizia, trasporti e sicurezza ambientale. Ma per farlo, stando all’analisi delle due organizzazioni, non c’è bisogno di risorse aggiuntive. Il primo strumento è cambiare l’ordine delle priorità. “E’ sufficiente privilegiare quegli interventi che hanno la capacità di abbattere gli sprechi sociali, ambientali ed economici prodotti dal nostro sistema produttivo”, sottolinea la proposta “rossoverde”. La seconda leva è “rilanciare la lotta spietata all’evasione fiscale”. Infine occorre “qualificare la spesa nella pubblica amministrazione, contrastando attivamente gli sprechi ad ogni livello”.

Un esempio di come si può tenere insieme il circolo virtuoso del new deal verde, Agnello Modica lo ha voluto però anticipare. “In Italia – ricorda – esistono ancora 2 miliardi e mezzo di metri quadrati di coperture in amianto: sostituirle tutte con pannelli solari significherebbe creare occupazione, risparmiare sulle spese sanitarie future e contribuire a tagliare la bolletta energetica delle aziende. Ci guadagnerebbero tutti ed è una cosa che si può fare subito”.

Cresce l’occupazione verde in Italia

Pubblicato da Fabio Peluso il 8 febbraio 2009

Pubblichiamo da Terra Nuova
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Il mercato mondiale degli ‘ecolavori’ è in crescita e l’occupazione del futuro sarà sempre più legata alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Sono le stime del libro bianco del Programma Onu per l’Ambiente (Onu), secondo cui attualmente il settore dell’ecologia impiega nel mondo 2,3 milioni di lavoratori, ma nei prossimi 20 anni saranno creati 8 milioni di nuovi posti. Anche in Italia, secondo il Rapporto Italia 2008 dell’Eurispes, l’occupazione verde è decollata negli ultimi anni. Il settore ambientale con più occupati è quello agro-forestale, mentre Sud e Isole sono le regioni con il più alto numero di lavoratori verdi. In aumento, poi, l’occupazione femminile di settore.

BOOM DI OCCUPATI NELLE PROFESSIONI VERDI – Il mercato del lavoro ambientale, secondo l’Eurispes, ha registrato un incremento del 40,9% di occupati tra il 1993 (263.900) ed il 2006 (372.000).
I SETTORI AMBIENTALI PIU’ RAPPRESENTATIVI – Il settore agro-forestale nel 2006 assorbe il 33,6% degli occupati verdi, quello dei rifiuti il 27,7%. Seguono il turismo ambientale (13,7%), la sicurezza (11,8%), difesa, controllo e disinquinamento (7,3%).